ELEZIONI COMUNALI PIACENZA 2012
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Formigoni scaglia la prima pietra...
l'inconsapevole vacanziere indaga la concorrenza!
Formigoni scaglia la prima pietra...
"Caro Bersani, e' da 72 ore che ti chiedo di parlare dello scandalo di Piacenza e del tuo amico intimo Marco Carini, Consigliere regionale del Partito Democratico, sotto indagine della Magistratura insieme ad altri sei dirigenti dell'Ausl cittadina, tutti di area Pd". A chiedere chiarimenti al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

L'indecenza supera il sudicio, ma si sa, quando parli di certi nomi, niente di nuovo...
Allora rinfreschiamoci la memoria, anche se non serve tornare indietro di chissà quanto tempo. È di pochi giorni fa che il buon “furmigun”, noto anche come “firmigoni”, si trova invischiato nell'inchiesta che vede in carcere l'imprenditore Pierangelo Daccò per attività di malaffare nel sistema sanitario della Regione Lombardia. Dalle cronache sono emersi fondi neri per oltre 60 milioni di euro che il cosidetto “faccendiere della sanità” avrebbe intascato, secondo gli inquirenti, in attività losche che hanno riguardato il San Raffaele di Milano e la Fondazione Maugeri di Pavia. A sostenerlo davanti ai pm è il fiduciario svizzero di Daccò, Giancarlo Grenci, anche lui indagato per associazione a delinquere.

In questo ennesimo paparacchio che accomuna imprenditori e politica, ecco spuntare il nome del governatore lombardo, al quale sono stati chiesti chiarimenti circa vacanze e soggiorni caraibici pagati dal faccendiere Daccò.

“Nessun problema, nessuna irregolarità ma soprattutto nessuna regalia – ha tenuto a precisare con fermezza Formigoni - non ho mai ricevuto regalie e neppure un euro da nessuno”. Eppure, la documentazione recuperata nel corso delle indagini, conferma chiaramente la provenienza del denaro, pare circa 8mila €, che hanno consentito al pidiellino di trascorrere una vacanza dai profumi caraibici.

“Dov'è il problema? Anzitutto - ha spiegato il presidente della Lombardia - verificherò se quel viaggio davvero l'ho svolto...”. Formigoni ha raccontato di essere solito viaggiare in gruppo, occasione in cui “a fine vacanza si fanno i calcoli di quanto speso durante il soggiorno e si pareggiano i conti. Io, come tutti gli italiani, faccio vacanze di gruppo” ha chiosato il governatore.

Ma le magagne del buon Formigoni non finiscono qui. Nell'aprile dello scorso anno, infatti, è il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, a regalargli altra indesiderata visibilità. L'accusa per il Podestà è di falso ideologico, per aver indotto alcuni rappresentanti del partito a falsificare oltre 900 firme a sostegno del listino del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni nelle elezioni del 2010.

Nel corso delle indagini sono state sentite più di mille persone e 926 hanno detto agli inquirenti che le firme non erano le loro, firme definite quindi dalla Procura «apocrife». In particolare, le indagini avrebbero accertato la falsità di 618 firme presentate per la lista «Per la Lombardia» di Formigoni (a sostegno del listino ne vennero presentate circa 3800 in totale e la quota necessaria per legge è di 3500) e di 308 firme per la lista della circoscrizione provinciale milanese del Pdl.

“Sono sorpreso dalla notizia dell'avviso di garanzia al presidente Podestà, al quale esprimo convinta solidarietà, e sono sicuro che le successive fasi di approfondimento e dibattimento chiariranno l'insussistenza di ogni sostanza di reato”, è il commento del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che si è così meritato il soprannome di Firmigoni.

Insomma, o governatore de la bela madunina, un'occhiata da qualche bravo medico dovresti proprio fartela dare, perchè all'amico tuo Scajola regaleranno pure case a sua insaputa, il che, diciamocelo, non è bello, ma peggio è quando sei in vacanza a tua insaputa. E poi manco te lo ricordi. Questa, caro mio, trattasi di effetto trance (leggi trans, che non è una brutta parola).

Comunque sia, da buon cristiano, Formigoni si rifà al suo vangelo secondo Roberto, che ad un passo recita così ”anche Gesù, d'altronde, sbagliò un suo collaboratore...”. Ecco, quindi, che dal cielo Pietro riapre le porte al buon pastore Roberto, il quale quando salirà, troverà spalancato l'ingresso al paradiso!

Roberto Rossi



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